{"id":282,"date":"2017-11-16T17:37:49","date_gmt":"2017-11-16T16:37:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvocatofrancescoleone.it\/fl\/?page_id=282"},"modified":"2017-11-16T19:28:19","modified_gmt":"2017-11-16T18:28:19","slug":"news-precariato","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.avvocatofrancescoleone.it\/fl\/news-precariato\/","title":{"rendered":"News Precariato"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"282\" class=\"elementor elementor-282 elementor-bc-flex-widget\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-24bc2e35 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"24bc2e35\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-2c5f47aa\" data-id=\"2c5f47aa\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-36fa3494 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"36fa3494\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h3 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">normativa<\/h3>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-379144a7 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"379144a7\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h3 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Reiterazione dei contratti oltre i 36 mesi e risarcimento del danno<\/h3>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element elementor-element-4f9ce681 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"4f9ce681\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-12e6f728\" data-id=\"12e6f728\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-477e8f71 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"477e8f71\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">La materia del contratto a termine ha trovato regolamentazione a livello comunitario nella Direttiva 1999\/70 UE, la quale aveva recepito l&#8217;accordo quadro sul lavoro a tempo determinato del 18 marzo 1999 concluso dalle organizzazioni intercategoriali a carattere generale e aveva come termine ultimo di attuazione il 10 luglio 2001 ed \u00e8 stata recepita dall&#8217;Italia con il D.Lgs n. 368\/2001 del 6 settembre 2001.<\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">Tale direttiva, come ampiamente e ripetutamente chiarito dalla Corte di Giustizia UE, trova applicazione nel settore del pubblico impiego e, quindi, anche nei rapporti di lavoro a termine conclusi tra le pubbliche amministrazioni e dei propri dipendenti (Sentenza del 4 luglio 2006, Adeneler, C-212\/04, EU:C:2006:443; Sentenza del 7 settembre 2006, Marrosu, C-53\/04, EU:C:2006:517).<\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">Inoltre, dall\u2019ambito di operativit\u00e0 della Direttiva in esame, come recentemente affermato sempre dalla Corte di Giustizia, non sfugge il settore della scuola pubblica e, in particolare, il sistema di reclutamento degli insegnanti a mezzo dei contratti di lavoro a tempo determinato, il quale deve essere soggetto alle regole poste dal sopra menzionato accordo quadro (Sentenza del 26 novembre 2014, Mascolo ed altri, C-22\/13, C-61\/13, C-62\/13, C-63\/13, C-418\/13, EU:C:2014:2401).<\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">La clausola 5 dell\u2019accordo quadro \u00e8 stata interpretata dalla Corte di Giustizia UE, nel senso che <i>\u201costa a una normativa nazionale, [\u2026], che autorizzi, in attesa dell\u2019espletamento delle procedure concorsuali per l\u2019assunzione di personale di ruolo delle scuole statali, il rinnovo di contratti di lavoro a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili di docenti nonch\u00e9 di personale amministrativo, tecnico e ausiliario, senza indicare tempi certi per l\u2019espletamento di dette procedure concorsuali ed escludendo qualsiasi possibilit\u00e0, per tali docenti e detto personale, di ottenere il risarcimento del danno eventualmente subito a causa di un siffatto rinnovo&gt;&gt; (&lt;&lt;Risulta, infatti, che tale normativa, fatte salve le necessarie verifiche da parte dei giudici del rinvio, da un lato, non consente di definire criteri obiettivi e trasparenti al fine di verificare se il rinnovo di tali contratti risponda effettivamente ad un\u2019esigenza reale, sia idoneo a conseguire l\u2019obiettivo perseguito e sia necessario a tal fine, e, dall\u2019altro, non prevede nessun\u2019altra misura diretta a prevenire e a sanzionare il ricorso abusivo ad una successione di contratti di lavoro a tempo determinato&gt;&gt;)\u201d<\/i>.<\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">Interpretazione offerta dalla Corte di giustizia in relazione al seguente quesito : <i>\u201cse la clausola 5, punto 1, dell\u2019accordo quadro debba essere interpretata nel senso che osta a una normativa nazionale, quale quella di cui ai procedimenti principali, che autorizzi, in attesa dell\u2019espletamento di procedure concorsuali per l\u2019assunzione di personale di ruolo delle scuole statali, il rinnovo di contratti di lavoro a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili di docenti nonch\u00e9 di personale amministrativo, tecnico e ausiliario, senza indicare tempi certi per l\u2019espletamento di tali concorsi ed escludendo qualsiasi possibilit\u00e0, per tali docenti e detto personale, di ottenere il risarcimento del danno eventualmente subito a causa di un siffatto rinnovo\u201d<\/i>.<\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">La Corte di giustizia, con la pronuncia sopra richiamata, ha in particolare avuto modo di precisare:<\/p><p style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt 21.3pt; text-indent: -18pt; line-height: normal;\"><!-- [if !supportLists]-->a)<span style=\"font-style: normal; font-variant-numeric: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman';\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><!--[endif]-->come tra gli obiettivi della normativa comunitaria e, quindi, dell\u2019accordo quadro citato, vi sia quello di creare un quadro normativo per la prevenzione degli abusi derivanti dall\u2019utilizzo di una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato e ci\u00f2 anche con riferimento \u2013 come gi\u00e0 sopra evidenziato \u2013 al settore del pubblico impiego e, all\u2019interno di questo, all\u2019ambito della pubblica istruzione;<\/p><p style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt 21.3pt; text-indent: -18pt; line-height: normal;\"><!-- [if !supportLists]-->b)<span style=\"font-style: normal; font-variant-numeric: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman';\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><!--[endif]-->come gli Stati membri della U.E. dispongano di un\u2019ampia discrezionalit\u00e0 circa le scelte da adottare allo scopo di perseguire la suddetta finalit\u00e0 dal momento che essi hanno la scelta di far ricorso a una o a pi\u00f9 misure enunciate al punto 1, lettere da a) a c), di detta clausola [la clausola n. 5 dell\u2019accordo quadro, n.d.r.], oppure a norme giuridiche equivalenti gi\u00e0 esistenti, e ci\u00f2 tenendo conto, nel contempo, delle esigenze di settori e\/o di categorie specifiche di lavoratori;<\/p><p style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt 21.3pt; text-indent: -18pt; line-height: normal;\"><!-- [if !supportLists]-->c)<span style=\"font-style: normal; font-variant-numeric: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman';\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><!--[endif]-->come, quando si \u00e8 verificato un ricorso abusivo a una successione di contratti o di rapporti di lavoro a tempo determinato, si deve poter applicare una misura che presenti garanzie effettive ed equivalenti di tutela dei lavoratori al fine di sanzionare debitamente tale abuso e cancellare le conseguenze della violazione del diritto dell\u2019Unione;<\/p><p style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt 21.3pt; text-indent: -18pt; line-height: normal;\"><!-- [if !supportLists]-->d)<span style=\"font-style: normal; font-variant-numeric: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman';\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><!--[endif]-->come la normativa Italiana sul reclutamento del personale della scuola non paia prevedere alcuna delle misure contemplate dalla direttiva comunitaria (la sopra menzionata clausola 5) e volte ad evitare la reiterazione abusiva dei contratti a termine. Infatti, L\u2019Italia ha giustificato la reiterazione con una \u00abragione obiettiva\u00bb ai sensi della clausola 5, punto 1, lettera a);<\/p><p style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt 21.3pt; text-indent: -18pt; line-height: normal;\"><!-- [if !supportLists]-->e)<span style=\"font-style: normal; font-variant-numeric: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman';\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><!--[endif]-->come la nozione di \u00abragioni obiettive\u00bb [\u2026] deve essere intesa nel senso che si riferisce a circostanze precise e concrete che contraddistinguono una determinata attivit\u00e0 e, pertanto, tali da giustificare, in tale peculiare contesto, l\u2019utilizzo di una successione di contratti di lavoro a tempo determinato;<\/p><p style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt 21.3pt; text-indent: -18pt; line-height: normal;\"><!-- [if !supportLists]-->f)<span style=\"font-style: normal; font-variant-numeric: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman';\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><!--[endif]-->come una normativa nazionale che consenta il rinnovo di contratti di lavoro a tempo determinato per sostituire, da un lato, personale delle scuole statali in attesa dell\u2019esito di procedure concorsuali per l\u2019assunzione di personale di ruolo nonch\u00e9, dall\u2019altro, personale di tali scuole che si trova momentaneamente nell\u2019impossibilit\u00e0 di svolgere le sue funzioni non \u00e8 di per s\u00e9 contraria all\u2019accordo quadro e che, proprio perch\u00e9 l\u2019insegnamento \u00e8 correlato a un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione della Repubblica italiana che impone a tale Stato l\u2019obbligo di organizzare il servizio scolastico in modo da garantire un adeguamento costante tra il numero di docenti e il numero di scolari;<\/p><p style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt 21.3pt; text-indent: -18pt; line-height: normal;\"><!-- [if !supportLists]-->g)<span style=\"font-style: normal; font-variant-numeric: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman';\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><!--[endif]-->come irrilevante sia il fatto che il ricorso alle supplenze sia giustificato da generiche ragioni obiettive normativamente indicate essendo in ogni caso indispensabile, valutando il caso concreto, che il ricorso allo strumento del lavoro a termine sia funzionale a far fronte ad effettive esigenze temporanee;<\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">Alla luce di quanto sopra e, quindi, dell\u2019accordo quadro recepito dalla direttiva 1999\/70\/UE e della interpretazione, con particolare riferimento alla clausola n. n. 5, datane dalla Corte di Giustizia, ben possibile \u00e8 affermare \u2013 come anche rilevato dalla Corte Costituzionale con la recente sentenza n. 187\/2016 &#8211; che il sistema Italiano di reclutamento del personale scolastico, cos\u00ec come disciplinato fino all\u2019emanazione della Legge 107\/2015, non soddisfa i requisiti richiesti dalla direttiva comunitaria non contenendo, con riferimento alla regolamentazione delle supplenze, alcuna delle summenzionate previsioni volte a limitare il ricorso ai contratti a termine e volta a sanzionare gli eventuali abusi (previsioni invece introdotte con la sopra richiamata Legge 107\/2015) (Corte App. Firenze 14\/4\/2016 n. 1035\/2015 R.G.).<\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">Non soddisfacendo i requisiti richiesti dalla direttiva comunitaria, il sistema Italiano di reclutamento del personale scolastico osta alla detta direttiva e, nei termini indicati della Corte di Giustizia UE, \u00e8 caratterizzato da un illegittimo abuso dei contratti a termine.<\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">Secondo la giurisprudenza comunitaria e costituzionale, l\u2019art. 36 D.Lgs. n. 165\/2001 e l\u2019art. 4 comma 14 bis Legge n. 124\/1999 espressamente escludono, con riferimento al pubblico impiego e, quindi, anche con riferimento all\u2019ambito della pubblica istruzione, la convertibilit\u00e0 del contratto a termine in contratto di lavoro a tempo indeterminato.<\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">La compatibilit\u00e0, quindi, tra ordinamento interno ed ordinamento sovrannazionale\/comunitario pu\u00f2 dirsi sussistente, allorquando sia assicurata dall\u2019ordinamento italiano altra misura effettiva, proporzionata, dissuasiva ed equivalente a quelle previste per situazioni analoghe.<\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">Una norma di diritto interno che vieti, per il solo ambito del pubblico impiego, la conversione del rapporto di lavoro, deve quindi essere contemperata dalla previsione di una sanzione dotata di efficacia, non solo ristoratrice o ripristinatoria, ma anche dissuasiva e che possa offrire al pubblico dipendente assunto a mezzo di un illegittimo contratto a termine una tutela paragonabile a quella assicurata al lavoratore \u201cprivato\u201d ed inoltre che sia tale da non ostacolare l\u2019esercizio dei diritti attribuiti dall\u2019ordinamento giuridico dell\u2019Unione.<\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">Una simile norma, tale da assicurare un adeguato ristoro del danno subito e contemporaneamente tale da non ostacolare l\u2019esercizio del diritto, nell\u2019Ordinamento interno esiste ed \u00e8 individuabile nell\u2019art. 36, D.Lgs. 165\/2001; cui \u00e8 quindi possibile fare riferimento non tanto per l\u2019affermazione della risarcibilit\u00e0 del danno quanto, piuttosto, per la parametrazione dello stesso.<\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">E, infatti, la CORTE DI CASSAZIONE A SEZIONI UNITE ha evidenziato come nel regime del lavoro pubblico contrattualizzato in caso di abuso del ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato da parte di una pubblica amministrazione il dipendente, che abbia subito la illegittima precarizzazione del rapporto di impiego, ha diritto, fermo restando il divieto di trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato posto dal D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 36, comma 5, al risarcimento del danno previsto dalla medesima disposizione con esonero dall&#8217;onere probatorio nella misura e nei limiti di cui alla L. 4 novembre 2010, n. 183, art. 32, comma 5, e quindi nella misura pari ad un&#8217;indennit\u00e0 onnicomprensiva tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilit\u00e0 dell&#8217;ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nella L. 15 luglio 1966, n. 604, art. 8 (Cass. Civ. Sez. Un. 5072\/2016).<\/p><p>\u00a0<\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">Quindi, a parere dello scrivente, in caso di conclamato abuso dei contratti a termine, non vi \u00e8 e non vi pu\u00f2 essere alcuna alternativit\u00e0 tra conversione del rapporto e risarcimento del danno.<\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">\u00a0<\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">Il risarcimento deve essere riconosciuto\u00a0<span style=\"font-family: Alegreya, sans-serif; font-style: normal; font-weight: 400;\">nella misura pari ad un&#8217;indennit\u00e0 onnicomprensiva tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilit\u00e0 dell&#8217;ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nella L. 15 luglio 1966, n. 604, art. 8.<\/span><\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\"><span style=\"font-family: Alegreya, sans-serif; font-style: normal; font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">Ora la questione \u00e8 stata rimessa nuovamente alla Corte di Giustizia UE ad opera di una recente ordinanza della Corte di Appello di Trento del 18.07.2017\u00a0che vuole appurare se le norme applicate (commi 95, 131 e 132 dell\u2019art. 1 della legge 107\/2015)\u00a0siano effettivamente\u00a0\u201cmisure con carattere proporzionato, sufficientemente energico e dissuasivo\u201d\u00a0per garantire la piena efficacia delle norme europee contro l\u2019abusiva reiterazione dei contratti a termine.<\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">\u00a0<\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">\u00a0<\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">Avv. Francesco Leone .<\/p><p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\">\u00a0<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1d0cee69 elementor-view-stacked elementor-shape-circle elementor-widget elementor-widget-icon\" data-id=\"1d0cee69\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"icon.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-icon-wrapper\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-icon\">\n\t\t\t\t\t\t\t<i class=\"fa fa-angle-double-down\" aria-hidden=\"true\"><\/i>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>normativa Reiterazione dei contratti oltre i 36 mesi e risarcimento del danno La materia del contratto a termine ha trovato regolamentazione a livello comunitario nella Direttiva 1999\/70 UE, la quale aveva recepito l&#8217;accordo quadro sul lavoro a tempo determinato del 18 marzo 1999 concluso dalle organizzazioni intercategoriali a carattere generale e aveva come termine ultimo<a class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.avvocatofrancescoleone.it\/fl\/news-precariato\/\"><br \/>-> Continue reading<span class=\"screen-reader-text\">  News Precariato<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-282","page","type-page","status-publish","hentry"],"wppr_data":{"cwp_meta_box_check":"No"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.avvocatofrancescoleone.it\/fl\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/282","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.avvocatofrancescoleone.it\/fl\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.avvocatofrancescoleone.it\/fl\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatofrancescoleone.it\/fl\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatofrancescoleone.it\/fl\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=282"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.avvocatofrancescoleone.it\/fl\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/282\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":312,"href":"https:\/\/www.avvocatofrancescoleone.it\/fl\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/282\/revisions\/312"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.avvocatofrancescoleone.it\/fl\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=282"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}